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venerdì 20 novembre 2009

Lettera aperta al Lodo Alfano


Chi l'ha mai detto che una legge ad personam non è una buona cosa? Potevamo smettere di lamentarci del caro vecchio Lodo alfano?? Era un Lodo Alfanino, una piccola immunità che aveva appena emesso i primi vagiti. Eppure queste insensibili menti "comuniste" che altro non sono che giudici della Corte Costituzionale, l'hanno soffocato nel sonno. Che era il problema? Di che ci lamentavamo? Appunto, l'incostituzionalità. In fondo che fine aveva questo Lodo di male? Proteggeva il nefando profilo giuridico di uno solo, Berlusconi, immunizzandolo da processi e sentenze. Ora se i propositi di questo fine non sono cambiati è chiaro che Alfano gira intorno al problema, risolvendolo con una bella riforma della Giustizia. E' come dire "o zuppa o pan pagnato". Solo che ora la riforma non è ad personam. Hanno capito i loro errori e non li fanno più. Bravissimi. Infatti i processi sono diventati brevi. Per tutti. La legge proposta dice che dopo 2 anni il processo non si deve fare più. Per questo migliaia di processi, tra cui quelli sui maggiori scandali italiani da Parmalat e Cirio ai bond argentini, fino alla Thyssenkrupp andranno tutti estinti. "E' la più grande amnistia mascherata della storia".


Quindi caro Lodo Alfano,


perchè non torni? Ti rivogliamo qui con noi. Non importa se hai vizi incostituzionali, sei perfetto così. Aspetto risposta.


Con nostalgia

Mauro Loddo



Dedicato a Thomas Murgia e a Saramandy.




lunedì 20 luglio 2009

L' Informazione Italiana


"Un giornale dovrebbe contenere il massimo d' informazione e il minimo possibile di commenti"
Richard Cobden


L'argomento scotta più che mai e accende gli animi di molti. L' informazione italiana fa pandant con la crisi più nera. Si è piegata come una canna al vento, flettendosi verso il servilismo, cancellando i FATTI, l'essensiale per una buona informazione. Un opinione non deve nemmeno essere obbiettiva, cioè che da un opinione personale, ma deve essere imparziale; deve esserlo perché deve mantenere la purezza della notizia, lasciando il fatto da solo e senza un pensiero personale.
Solo così chi legge ragiona con la propria testa, crea una propria opinione, senza essere soggiogato da idee esterne. Insomma aveva ragione il vecchio Kierkegaard (1813-1855), la comunicazione deve essere del singolo, bisogna avere un pensiero individuale, non un pensiero globale.
E' un'utopia? Forse. Ma solo così si avrà un'informazione pura. Ormai anche chi ha il salame sugli occhi può percepire il marcio dell'informazione. Servilismo, ripeto. Destra-Sinistra-Centro. Ormai tutti i giornali sono etichettati, questo pro Pd, l'altro Pro Pdl, giusto per fare un esempio.


L'Italia è l’unico Paese europeo a essere retrocesso nell’ultimo anno dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è «parziale». La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati»[Corriere Della Sera]. Eppure nessuno si muove, siamo uno stato in cui è radicato il lassismo,il buonismo, della politica del "lascia fare a lui non è compito mio". Sveglia ragazzi, non esiste più Destra o Sinistra, i politici sono uomini, hanno scambiato lo stato per una grande mangiatoia e ci lasciano le briciole! Non importa il partito o l'ideologia perché non c'è più etica nei loro pensieri, non c'è più coerenza, soltanto un famelico interesse al loro tornaconto personale. E allora mi appello a questa utopia, a questo fantomatico pensiero, che tutto il Sistema cambi, che ci sia un nuovo modo di far politica a cominciare dall' informazione. I giornalisti devono uscire dal rovescismo, devono possedere il diritto/dovere di osservare e descrivere ciò che vedono. La cosa più importante ora e sempreè la libertà di scrivere ciò che avviene nel mondo senza commenti o opinioni che sviano i fatti.

Fonti:


Marco Travaglio_La scomparsa dei fatti.


http://www.disinformazione.it/


Ringraziamenti a: prof. Graziano Napolitano